The Catholic Thing
HOME        ARCHIVIO        NOTIZIE        COMMENTI        PRIMO PIANO        DONAZIONI
articoli recenti

Quando la Vita Diventa Iintollerabile

Damiano Rondelli, M.D. | 2.14.2012

Il nuovo anti-cattolicesimo: Occupy the Vatican

Francis J. Beckwith | 2.10.2012

Le vere notizie sulle cellule staminali

Damiano Rondelli, M.D. | 11.19.2011

Parole davvero necessarie

James V. Schall, S. J. | 10.7.2011

Fisica post-einsteiniana e metafisica papale

Robert Royal | 10.7.2011

Quando la Vita Diventa Iintollerabile PDF Stampa E-mail
Scritto da Damiano Rondelli, M.D.   
Martedì 14 Febbraio 2012 08:56

Da teenager ero affascinato dalle campagne elettorali. Le piú divertenti da seguire in televisione erano quelle tra esponenti di estrema destra e sinistra che si dibattevano animatamente. Tra queste figure c’era quella dell’ On. Lucio Magri. Magri fondó il quotidiano comunista piú popolare, Il Manifesto, e non rinunció mai all’ etichetta comunista anche quando, nel 1991, lo storico Partito Comunista Italiano (P.C.I.) abbandonó il vecchio nome per assumere una veste piú social-democratica.

Lucio Magri sparí poi dal mio orizzonte fino a un paio di mesi fa, quando giornali nazionali e internazionali hanno riportato la notizia che all’ etá di 79 anni Magri é andato in una clinica Svizzera per commettere un suicidio assistito.

Per decenni i suoi ideali non si sono mai affievoliti nonostante la societa’ italiana abbia sempre fortemente rifiutato il modello comunista. Ma gli ideali non sono stati sufficienti quando si é trovato ad affrontare la piu’ umana tra tutte le sofferenze. Tre anni fa sua moglie morí di cancro. Magri non accettó mai questa perdita, e sebbene ancora attivo e circondato da amici e famigliari, la sua vita entró in un vicolo cieco.

Cosí ha chiesto e ottenuto che un medico, per eliminare il suo dolore, lo mettesse a dormire – per sempre. La reazione comune di amici e vecchi oppositori é stata di commozione e insieme di rispetto per la sua storia e l’intelligenza viva per la quale era sempre stato conosciuto.

Ma la storia di Magri non é un caso isolato e la clinica vicino a Zurigo a cui si é rivolto fa buoni affari. Inoltre il 5 gennaio scorso una commissione britannica ha riportato al Parlamento che il suicidio assistito dovrebbe essere legalmente riconosciuto per pazienti terminali con meno di un anno di vita.

Nella mia pratica medica sono, talvolta, colui al quale pazienti oncologici che hanno fallito tutte le possibili terapie, o i loro familiari, si rivolgono per chiedere una cura che ancora non esiste. In questi casi la mia frustrazione é grande, ma offro comunque loro il mio tempo e la volontá di aiutarli a vivere il tempo che rimane. A loro fa piacere non essere soli e, sia il paziente che la sua famiglia, o gli amici piú stretti, vivono una suprema esperienza di amore.
 

L’ On. Magri ha scritto nella sua ultima lettera che la sua vita non era piu tollerabile. La sofferenza diventa lo specchio difronte al quale la nostra umanita é nuda e non puó nascondersi. In quello specchio il mistero di una vita intera all’ improvviso rivela l’urgente necessitá di un significato piú grande, di una risposta che sia ragionevole e allo stesso tempo non escluda niente e nessuno.

Quando questo significato non si trova, e uno rifiuta la superficialitá della nostra societá, non v’ é dubbio che la vita possa diventare intollerabile. Dalla mia esperienza so che non é possible giudicare pazienti che soccombono alla malattia, o i familiari che rimangono con una ferita aperta per la perdita del loro caro. Dio vedrá tutta la veritá, inclusi i pensieri e le richieste a noi nascoste, per poi pesare ció che a Lui viene reso, anche in un atto disperato come quello di entrare in una clinica con un biglietto di sola andata. 

Trovo, tuttavia, profondamente sbagliato che un medico che ha scelto un giorno di migliorare o prolungare la vita dei suoi pazienti, si renda disponibile a praticare una estrema terapia del dolore come il suicidio assistito. Potrebbe sembrare un atto di grande aiuto, o perfino di amore, ma non lo é.

A me appare che il problema fosse uguale sia per l’ On. Magri, che non aveva piú ragioni per continuare a vivere, sia per il suo medico, che non aveva piú ragioni per opporsi al volere del suo assistito – fino ad aiutarlo a morire. Immagino l’ On. Magri durante l’ultimo periodo della sia vita mentre va in Parlamento, o completa il suo libro sulla storia del comunismo (Il sarto di Ulm), o si intrattiene con amici o la sua nipotina nel suo appartamento nel cuore di Roma, ma sempre con il ricordo vivo di sua moglie e di quello che per lui significava.

Quella memoria ha prevalso completamente sugli ideali di una vita e le speranze di giustizia sociale. Sua moglie era davvero diventata ció che gli anglo-sassoni definiscono come “significant other”: cosí significativa da farlo decidere di morire, cosí “altro da se” da renderlo perso nel suo ricordo.

E’ il dolore fisico o psicologico piu grande, quando resistente alla terapia medica, per il medico una ragione valida per aiutare qualcuno a togliersi la vita? In fondo, quella vita non é giá “finita”? Non so io bene che in realtá non c’é piu nulla da fare? Queste sono le circostanze dove il suicidio assistito e l’eutanasia (dal Greco: eu-thanos, buona morte) sono visti come atti caritatevoli. Ma mi sentirei meglio io a terminare una vita, anche se in terribili condizioni? Assolutamente no. Nella mia esperienza il mistero del dolore (“Dottore, perché io?”) si rivolge a qualcosa che va oltre la mia autoritá di medico. E’ una memoria vivente che muove le nostre azioni, independentemente dalle nostre teorie intellettuali, o da esternazioni politicamente-corrette. Era la memoria vivente di una persona reale a guidare l’ On. Magri alla sua decisione. E’ una memoria vivente che mi guida difronte a circostanze mediche senza soluzione e intollerabili per il paziente.

Cristo é una memoria vivente, che si basa su avvenimenti, scelte e persone che hanno direttamente cambiato, e continuano a cambiare la nostra vita. L’ eutanasia o il suicidio assistito tagliano un filo senza piú memoria quando la felicitá sembra essere completamente scomparsa, a causa di malattie, eventi intollerabili, fallimenti senza piú speranza, o qualunque altro scenario disastroso che possiate immaginare.

Ma Cristo conosceva giá quel filo. E l’ ha fatto suo, l’ ha vissuto fino in fondo e l’ ha trasformato. Poi l’ha restituito, non con meno dolore, ma con un nuovo significato e una speranza, qui e ora.
 

L’ On. Magri aveva programmato ogni dettaglio per il suo ultimo viaggio. E’ stato sepolto accanto alla moglie in un piccolo cimitero del centro Italia. Aveva scelto il requiem di Mozart per accompagnare una cerimonia funebre privata. Non sono sicuro perché, ma amo pensare che stesse ancora ascoltando alcuni versi del Recordare: “Cercandomi, ti sedesti stanco e mi redimesti, soffrendo sulla croce: tanto dolore non sia vano!”.
 


Damiano Rondelli, MD, nuova firma di The Catholic Thing, è professore di medicina e direttore dello Stem Cell Transplant Program presso l’Università dell’Illinois di Chicago. Rondelli è il curatore di Storia delle discipline mediche, una storia della professione medica.

© 2012 The Catholic Thing. All rights reserved. For reprint rights, write to: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

The Catholic Thing is a forum for intelligent Catholic commentary. Opinions expressed by writers are solely their own.
 
CONTATTI PUBBLICITA CHI SIAMO
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner